Step #03 La scienza

 

Il design come disciplina

La Ball Chair è un oggetto di design. 

Il termine ‘‘design’’ deriva dal vocabolario inglese e propriamente si può tradurre in italiano con «disegno, progetto». 

Quando in lingua italiana ci riferiamo a design, però, l’accezione più consona è quella di progetto anche se l’immaginario comune rimanda a qualcuno che ha a che fare con l’arte del disegno (cosa che non è sbagliata).

Quando pensiamo a un oggetto di “design” spesso pensiamo a un oggetto dalle forme un po’ fuori dal comune che permettono di differenziare dalla massa tale oggetto rendendolo di culto o di gran moda.

Un designer, però, non è qualcuno che è strettamente correlato con l’arte, in senso lato, del disegno e dello styling; un designer è prima di tutto un progettista. 

La progettazione è quell’insieme di attività che preludono alla realizzazione di un manufatto e la delega ad altri. In contrapposizione con l’artigianato, che realizza oggetti singoli e in cui il progettista coincide con il realizzatore. Il design si può far nascere dall’epoca della rivoluzione industriale infatti.


Più in generale, fare design significa avere uno sguardo attento a tutto il complesso mondo che ruota intorno alla realizzazione dell’idea, e il designer è il professionista che accompagna l’idea in tutte le sue fasi evolutive, coordinando tutte le altre professionalità necessarie per realizzare l’idea stessa con efficacia.


Ma quando nasce il design? 


Le origini del design risalgono tra la metà del settecento e la metà dell’ottocento con la prima Rivoluzione Industriale e in generale con la nascita della produzione meccanizzata.

Henry Cole, teorico del design industriale, è stato colui che ha inventato la parola ‘’design’’, siamo nella metà del 1800. Secondo Cole era necessaria una figura che unisse l’arte con la progettazione e l’ingegneria, serviva una persona che desse completezza al progetto, il designer appunto.


L’evento fondamentale per la nascita del disegno industriale è la prima esposizione universale, ovvero la Great Exhibition, avvenuta a Londra dal 1 maggio al 15 ottobre 1851, dove per la prima volta furono esposti una serie di oggetti di uso comune provenienti da paesi di tutto il mondo, permettendo così di mettere a confronto tra loro diversi stili ed influenze.



Ma gli eventi che segnarono l’epifania del Design, e ne cambiarono le sorti, furono l’incendio del Crystal Palace del 30 novembre 1936 e, nello stesso anno, l’uscita di un libro intitolato “Pioneers of Modern Design” scritto da un intellettuale tedesco Nikolaus Pevsner.


Il moderno concetto di design viene però adottato solo a partire dai primi del Novecento, quando disegnare un mobile, una serie di posate o una tazzina inizia a essere considerato importante quasi quanto progettare un grattacielo. Si afferma l'idea di un'unità delle arti, secondo una nuova modalità di progettazione e invenzione le cui parole chiave sono semplicità, bellezza e funzionalità.

Per divulgare questo nuovo modello di creazione sorgono associazioni di artisti, laboratori o vere e proprie imprese. Una delle prime si chiama Wiener Werkstätte ed è fondata a Vienna nel 1903 dall'architetto Josef Hoffmann, dal pittore e disegnatore Koloman Moser e dall'industriale Fritz Waerndorfer. Nelle porcellane prodotte si utilizzano forme geometriche essenziali, cubiche, sferiche, cilindriche, mentre la decorazione è ridotta a linee molto semplici ma eleganti. 



Contemporaneamente, in Scozia, l'architetto Charles Rennie Mackintosh progetta case e negozi, disegnando secondo un'unica ispirazione sia gli edifici sia gli arredi in essi contenuti.


In questa scia artistico-culturale si inserisce colui che è considerato il padre del design moderno: l’architetto tedesco Peter Behrens (1869-1940). Peter Behrens sancisce, in abito tedesco, il passaggio dallo Jugend (il movimento Art Nouveau si chiamava così in Germania) all’architettura moderna. Ciò implicava l’abbandono del decorativismo per una prospettiva più costruttivista. Behrens divenne direttore dell’ufficio progetti della A.E.G. nel 1907 e fu il primo a instaurare lo studio sistematico di tutta la linea riguardante la produzione della A.E.G.  

Fu autore della Turbinhalle nel 1909, una fabbrica di turbine che richiama il modulo del tempio greco; inoltre unificò tutto lo stile della A.E.G., dalla pubblicità ai prodotti, al lettering, al logo, secondo la concezione moderna dell’immagine coordinata. E proprio in questo senso lo si può considerare il primo designer in senso attuale.



Sempre in Germania nel 1919 nasce una scuola, il Bauhaus di Weimar, in cui tutte le arti sono insegnate contemporaneamente. Il Bauhaus, fondato dall'architetto Walter Gropius, è pensato come comunità di artisti, architetti, artigiani che devono collaborare in armonia, ognuno fornendo la propria specifica competenza.
La nascita del Bauhaus è una tappa fondamentale nello sviluppo del design, e la mentalità così come la tecnica adottata all’interno della scuola di Weimar influenzeranno gli sviluppi del design moderno e contemporaneo. 



La storia del design fu da allora storia di un campo progettuale sempre più definito, che dalla seconda metà del XX secolo si sarebbe costituito in vera e propria disciplina.


Tuttavia, il concetto di design, è rimasto quanto mai controverso e tuttora non è ancora del tutto definito. 

Lo stesso insegnamento di questa disciplina ha fatto perno su diversi argomenti nel corso del tempo quali l’ergonomia negli anni 50, la pianificazione e la metodologia negli anni 60, gli aspetti sociali negli anni 70, la sensualità negli anni 80 e l’ informatica negli anni 90.









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